‘Assegno di assistenza’ per gli over 80 in gravi difficoltà
La prestazione è destinata agli anziani di almeno 80 anni, titolari di indennità di accompagnamento e con un Indicatore della ‘Situazione Economica Equivalente’ sociosanitario non superiore a 6.000 euro, a cui è stato riconosciuto un livello di bisogno assistenziale gravissimo

Per tutto il 2025 e per tutto il 2026, le persone anziane con almeno 80 anni di età , con un livello di bisogno assistenziale gravissimo e con ‘ISEE’ in corso di validità non superiore ai 6.000 euro potranno fruire della prestazione universale a loro dedicata. Si tratta, nello specifico, di una nuova misura sperimentale che integra l’indennità di accompagnamento già riconosciuta con un ‘assegno di assistenza’, di importo massimo pari a 850 euro mensili, finalizzato a remunerare il lavoro di cura e assistenza svolto da lavoratori domestici ovvero ad acquisire servizi di supporto alla domiciliarità e all’autonomia forniti da imprese e professionisti qualificati. In sostanza, attraverso l’’assegno di assistenza”, coloro che ne hanno diritto potranno acquisire servizi prestati da lavoratori domestici, servizi di tipo socio-assistenziale (tra cui, lavori di cura e igiene della persona, di lavanderia, di confezionamento-distribuzione di pasti a domicilio, di cura e aiuto alla gestione dell’abitazione, di accompagnamento a visite, per lo svolgimento di piccole commissioni e per il disbrigo di pratiche amministrative) e servizi di tipo sociale (sostegno relazionale, di aiuto al mantenimento di abilità pratiche, di sostegno psicologico-educativo, di telesoccorso e teleassistenza). A gestire la misura – introdotta col decreto legislativo numero 29 del 15 marzo 2024 – sarà l’INPS, che ha dettagliato in termini operativi le modalità e le condizioni di accesso e di erogazione della prestazione, rivolgendosi ai potenziali destinatari e ai loro eventuali intermediari. Con messaggio ad hoc, l’istituto previdenziale ha precisato che la prestazione è destinata agli anziani di almeno 80 anni, titolari di indennità di accompagnamento e con un Indicatore della ‘Situazione Economica Equivalente’ sociosanitario non superiore a 6.000 euro, a cui è stato riconosciuto un livello di bisogno assistenziale gravissimo. All’istituto previdenziale, ovviamente, toccherà anche il compito di eseguire controlli automatici per verificare: il possesso di un ‘ISEE’ sociosanitario valido; la titolarità dell’indennità di accompagnamento; la sussistenza del bisogno assistenziale gravissimo, valutato tramite commissioni mediche e un questionario sul contesto familiare. Per quanto concerne le cifre, la ‘prestazione universale’ è composta da una quota fissa, corrispondente all’indennità di accompagnamento, e una quota integrativa , attualmente pari a 850 euro mensili, utilizzabile esclusivamente per: remunerare assistenti domiciliari regolarmente contrattualizzati; acquistare servizi di assistenza non sanitaria da imprese qualificate. L’uso della quota integrativa sarà soggetto a controlli trimestrali e la mancata dimostrazione della spesa comporterà la decadenza dal beneficio.